Ebbene, nel post precedente abbiamo visto come ottenere una chioma bionda, adesso passiamo a come valorizzare questo risultato faticosamente ottenuto.  Dopo tanto brigare con il decolorante, la tonalizzazione della chioma è un passaggio obbligato per eliminare l’odioso viraggio giallo-rossiccio dai capelli! Le vie percorribili sono sostanzialmente due: l’applicazione di una colorazione semipermanente oppure la stesura di una colorazione permanente miscelata con acqua ossigenata a bassi volumi. Procediamo con ordine evidenziando le differenze fra le due tipologie di prodotti. Le colorazioni semipermanenti sono prodotti in grado di colorare i capelli, riproducono sia l’altezza di tono che la tonalità di riflesso, ed agiscono senza attivare il processo di ossidazione, pertanto non hanno bisogno di essere miscelati con l’acqua ossigenata. Sono privi di ammoniaca, il loro funzionamento si basa su molecole di colore dirette e presviluppate, le quali rimangono intrappolate all’interno della fibra capillare senza la necessità di sviluppare il processo di ossidazione. Si applicano sui capelli lavati, adeguatamente tamponati per eliminare l’eccesso di umidità, con un tempo di posa di circa 20-25 minuti, trascorso il quale è necessario procedere al risciacquo con sola acqua, senza ripetere lo shampoo. Il prodotto viene eliminato progressivamente con i successivi lavaggi (in genere con 5-8 lavaggi si elimina definitivamente). La colorazione permanente effettuata con acqua ossigenata a bassi volumi (in genere 6 volumi) è un’ottima alternativa che consente di ottenere una tonalizzazione della chioma più duratura rispetto alle colorazioni semipermanenti. Infatti, la bassa concentrazione dell’acqua ossigenata non consente un deposito permanente del colore, ma sarà tuttavia più duraturo rispetto alla colorazione semipermanente. Il processo di applicazione è quello consueto delle colorazioni permanenti ad ossidazione. Le serie di colori da scegliere, sia nel caso della colorazione ad ossidazione che in quella semipermanente, saranno quelle tipicamente definite “fredde”: beige, cenere o perla.